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La scelta del Dojo e del Maestro adatto

La scelta del Dojo

Il consiglio che ci permettiamo di suggerire a quanti si accingono alla pratica di un “Arte Marziale” ed in particolare ai genitori che intendono avviarvi i propri bambini, è di verificare che la scuola prescelta abbia le seguenti caratteristiche:
  • Proponga lo studio di una sola disciplina per volta: chi insegna un po’ di tutto fa solo perdere tempo e non insegna nulla.

  • La disciplina proposta sia stata praticata, profondamente e costantemente, per almeno una decina di anni: nelle Arti Marziali “presto e bene” non si conciliano.

  • La disciplina sia stata acquisita attraverso l’insegnamento di un Maestro riconosciuto, il quale a sua volta, l’abbia appresa da un Maestro di grado elevato: il “fai da te” nelle Arti Marziali è pericolosissimo sia per il corpo sia per la mente.

  • La scuola deve essere affiliata ad un’Organizzazione Nazionale, riconosciuta in campo Internazionale e diffusa su tutto il territorio: il confronto con altri praticanti è indispensabile per progredire nella conoscenza.

  • La scuola deve avere degli Obiettivi a lungo termine per portare il praticante ad alti livelli e non solamente ad alti risultati limitati, immediati ed effimeri: “il Karate si pratica tutta la vita”.
Maestro BEPPE PERLATI
VicePresidente FIKTA
La scelta del Maestro

La domanda che spesso mi viene rivolta da quanti già praticano ma che vorrebbero spiegare ad altri è: “Come si fa a riconoscere un Buon Maestro?”.
Non è una domanda da poco considerando che già la definizione "Buon Maestro" mi mette in difficoltà, diciamo che per quanti si avvicinano al mondo delle Arti Marziali per la prima volta hanno non poche difficoltà a trovare un Maestro soprattutto se sono coscienti dell’importantissimo ruolo che esercita questa figura nella crescita fisica e psicologica di un praticante specie se in tenera età.

Possiamo definire alcuni parametri che possono almeno aiutarci nella scelta:
  • Osservare gli allievi potrebbe essere un buon metodo i frutti non cadono mai lontano dall’albero. Quello che ci interessa non è che sia invincibile, ma che sia in grado di insegnarci l’arte che abbiamo scelto, e il modo migliore per capire se è in grado o meno di farlo è vedere se l’ha già fatto con qualcun’altro, per cui osserviamo i suoi allievi, soprattutto quelli che lo seguono da più tempo, se hanno una buona preparazione tecnica sull’arte che abbiamo scelto probabilmente hanno avuto un buon insegnante;

  • Valutare le sue conoscenze sia tecniche che teoriche e conoscere a fondo il suo percorso formativo di insegnante informandosi a livello territoriale o attraverso il passaparola oppure, visto che viviamo un momento di comunicazione attraverso il web.
    Un esempio pratico della mia formazione sta nella tradizione della mia formazione che nasce da un percorso preciso fatto di storia, di incontri ma sopratutto, parlando di Karate-Do di Maestri formatori.
    Scopriamo così il percorso formativo del Maestro Davide Rizzo che ha iniziato a fare Karate-Dō con il M° Bruno Demichelis quindi con il M° Luciano Puricelli  che a loro volta sono stati allievi del M° Hiroshi Shirai che era allievo del M° Taiji Kase e del M° Hidetaka Nishiyama.

    Il prodotto di tutto questo sapere mi ha formato e che a mia volta sono allievo del Maestro Shirai e del Maestro Taiji Kase con i quali ha sempre avuto un rapporto speciale al punto di aver dato vita, con l'approvazione dello stesso Maestro Hiroshi Shirai, alla mia scuola il Mushotoku Shirai Ryu, la prima scuola d'Italia a portare questo emblema dello stile del Maestro Shirai.
    Ecco allora tracciato l'albero genealogico del Maestro Rizzo.

  • Per essere un buon insegnante di Karate-Dō non necessariamente bisogna essere i migliori in quel campo o aver obbligatoriamente conseguito risultati agonistici, quello che conta è essere chiari nelle spiegazioni, sapere osservare gli errori degli allievi per correggerli, tenersi costantemente aggiornati, aver voglia di trasmettere le proprie conoscenze e soprattutto essere in grado di evitare danni  fisici e psicologici;

  • Per quanto riguarda l'insegnamento un Maestro di Karate-Dō non si limita ad istruire sulla tecnica perchè sa che davanti a se ha delle persone in formazione.

  • Deve aver chiaro che il suo insegnamento può migliorare o peggiorare la qualità di vita o danneggiare fisicamente i suoi allievi, pertanto deve Vivere a pieno quello che insegna. I principi che insegna devono permeare la sua vita: " chi predica bene e razzola male " spesso considera l'insegnamento del karate come un lavoro. Insegnare un'arte marziale è una missione vivere DI Karate è diverso che Vivere CON il Karate.

  • Nella scelta del Maestro e del Dojo si dovrebbe sempre ricordare che non necessariamente ciò che è bello è anche buono!!.
    " Il Karate-Dō è via di sincerità!"


  • Il Maestro di Karate-Dō ha un compito ETICO e DEONTOLOGICO, ha il compito dell'EDUCAZIONE e della FORMAZIONE, altrimenti non può essere chiamato Maestro!


Maestro DAVIDE RIZZO


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