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Il significato di Oss
A cura di Davide Rizzo
Le immagini sono tratte dai vari siti presenti nella Rete.
Il testo qui ripreso in parte lo trovate sul sito: www.karate-nordhausen.de

Immagine di OSSNella pratica del Karate-Dō, ed in particolar modo nelle scuole di stile Shotokan, il saluto è spesso accompagnato dalla parola Oss, che si pronuncia in questo modo ma si può scrivere anche Osu.

Il termine Oss può essere usato in circostanze differenti e assumere significati diversi: dal saluto, al grazie, dal voler richiamare l'attenzione di qualcuno, ad indicare di aver compreso la spiegazione del Maestro, dall'esprimere un'approvazione, al voler manifestare la propria stima verso una persona.

In alcune palestre l'uso di questo termine viene apprezzato e incoraggiato, in altre diviene addirittura un obbligo e riveste una condizione quasi mistica.
Tuttavia Oss afferma una delle lezioni più importanti ōe della vita stessa che purtroppo non tutti comprendono.

Il termine Oss è comparso per la prima volta all'inizio del ventesimo secolo negli ambienti militari e più precisamente veniva utilizzato dagli ufficiali della marina imperiale giapponese, con ogni probabilità potrebbe venir tradotto come il nostro: sissignore, signorsi o come un termine accondiscendente. Solo successivamente divenne di uso comune tra gli allievi di Karate-Dō che, probabilmente, facendo ritorno da campagne e addestramenti militari introdussero questo termine nella pratica del Karate-Dō .
Oss non è un termine usato nella lingua giapponese corrente e pertanto vi sconsiglio dei usarlo dialogando con qualche turista, non capirebbe. E' una locuzione "nostra".

Vi sono sostanzialmente due teorie sull'origine della parola Osu.
La prima è quella sostenuta dal Dott. Mizutani Osamu, docente universitario ed esperto linguista, il quale in una delle sue pubblicazioni sostiene, oltre ad affermare che:" Il linguaggio è molto più della parola, il linguaggio influenza i processi mentali e la formazione dei concetti in ogni individuo" e che Osu sia la contrazione dell'espressione "Ohayo Gozaimasu", che tradotto letteralmente significa: "è presto, essere in ".

La seconda teoria, la più accreditata, ritiene che Osu sia sempre una contrazione ma in questo caso dei termini "Oshi Shinobu", che scritti in Kanji contengono gli stessi ideogrammi usati per scrivere Osu e di conseguenza lo stesso significato intrinseco.
In entrambi i casi Oss viene scritto con gli stessi ideogrammi, più precisamente, il primo del termine Oshi ed il primo del termine Shinobu, in questo modo:
(O) - (Su)

Il primo Kanji che raffigura O significa premere, spingere, sollevare sopra la testa, indicando uno sforzo massimo, quasi insostenibile, ai limiti della propria sopportazione. Il secondo ideogramma, Su, significa resistere, perseverare tenacemente, soffrire silenziosamente.
Osu, quindi, significa resistere spingendosi al limite, perseverare nello sforzo massimo, soffrire sopportando l'insopportabile. Di più ancora implica una compiacenza nello spingersi ai limiti della propria resistenza psicofisica, perseverando sotto qualunque tipo di pressione. ( un po di sano masochismo!)

Questa resistenza del carattere e dello spirito, viene sviluppata con un allenamento duro, esigente ed instancabile, ed è conosciuta come "Osu No Seishin"lo spirito di Osu.

L'ideogramma rappresentante il suffisso Su inoltre è composto di due radici che significano lama e cuore. La concezione di questo significato per i giapponesi si esprime con il rimanere impassibili e in silenzio anche se il cuore viene trafitto da una lama. ( seppukku?)

Osu pertanto non va interpretato come termine di sottomissione ma di accettazione di quanto mostrato e detto da chi ha più vissuto e sperimentato da chi sicuramente ha la nostra fiducia incondizionata in quanto poortatore di esperienza.

Osu è sempre e comunque: hai ragione, ci sono, giusto ecc. E' una locuzione difficile da capire per chi non fa Karate-Dō.

Osu è Osu e basta si fa quello che viene detto, si esegue quello che viene richiesto senza discutere alle volte senza comprendere, ci si accorge in seguito del volore e dello spirito di Osu.

Un breve racconto che molti tra i lettori, ricorderanno tratto da una famosa storia concernente Miyamoto Musashi, celebre ed imbattuto combattente e grande Maestro.
Un giovane allievo si presentò dal celebre Maestro per essere iniziato all'arte del Kendo. Per tutta risposta fu inviato con una scure a spaccar legna. La pazienza e la costanza dell'allievo furono premiati dopo sei mesi, quando gli fu concesso di entrare nel Dojo ma esclusivamente per un singolare compito: avrebbe dovuto camminare senza mai sbagliare sulla stretta striscia cucita che unisce i vari tatami tra loro. L'allievo si applicò diligentemente per altri sei mesi, mentre vicino a lui gli altri allievi si battevano con le shinai, poi si rivolse al maestro: "Maestro, mi sono conformato ai vostri insegnamenti, ma sono venuto da voi per apprendere l'arte del kendo e non ho ricevuto, sino ad ora, nessun insegnamento specifico, sono deciso a partire". "Aspetta ancora un giorno"replicò il maestro, "Domani ti mostrerò il segreto del Kendo".
L'indomani i due si arrampicarono sulle montagne sino ad un punto in cui era richiesto, per passare sull'altro versante, attraversare un tronco gettato a mò di ponte fra i bordi di un precipizio. La corrente fragorosa di un ruscello scorreva parecchi metri più sotto.
Il maestro invitò l'allievo a passare sullo stretto ed improvvisato ponte, certamente più grande della sottile linea su cui aveva l'abitudine di camminare nel Dojo. Il giovane allievo preso dall'incertezza indugiava... Nel frattempo arrivò dall'altra parte un cieco che, tastando con il suo bastone, attraversò senza incertezze.
Il giovane comprese prontamente ed attraversò a sua volta il ponte. " Vedi, disse il maestro, ora sei libero di imparare la tecnica (Gi) da uno dei tanti maestri che esistono nel Giappone io ti ho costruito un corpo forte (Tai) e dato un giusto spirito (Shin)".


Osu ha anche questo significato accettare ciecamente perche cieca è la fiducia con pazienza, con diligenza con accettazione perchè il Maestro, il vero Maestro sa dove vuoi andare, sa cosa ti serve per capire la tua vera natura e solo con Osu puoi arrivare a comprendere.

Unica importante questione però è comprendere chi è il vero Maestro perchè se da una parte i buoni tecnici possono essere ormai trovati un po' ovunque, i maestri, gli educatori veri e propri, scarseggiano alquanto.
Per di più mancano degli allievi che abbiano una sufficiente « educazione, amore per l'arte che intendono studiare e fiducia profonda nell'insegnante ».

Vi rimando a questo proposito alla brillante descrizione che Itsuo Tsuda fa degli uchi deshi (allievi interni alla casa) nel libro (Ecole de respiration) questi alcuni suoi testi». L'autore da un quadro netto e preciso di ciò che si intende per allievo, il suo comportamento nei confronti del maestro e del valore dell'educazione tradizionale.
Qualcuno potrebbe pensare che nel mondo moderno si possano ottenere risultati con metodi sofisticati apparentemente più evoluti e ragionevoli, che facciano leva sulle caratteristiche dell'uomo occidentale dell'epoca moderna. Nello sport, nella competizione, nel preparare l'uomo della catena di montaggio ciò potrà essere senz'altro valido. Ma quando si parla di autentico educare i mezzi utilizzati devono essere diversi. L'autentica educazione fa perno sul « ripetere », sull'« abitudine del corpo », sul pensare attraverso il corpo, sulla coscienza Hishiryo descritta nello zen.

Durante la nostra esperienza nella pratica del Karate-Dō, questo concetto non sempre è presente, eppure dovrebbe essere un'importante modello comportamentale a cui tutti dovrebbero mirare.
Chi manifesta l'uso del termine Osu, in ogni pensiero, in ogni azione, può considerarsi pronto a conformarsi allo spirito di Osu, anche nella vita di tutti i giorni al di fuori del Dojo.

Solo così è possibile cercare di comprendere il significato più profondo di Osu, che racchiude in se due opposti, l'aspirazione e la pazienza, che tuttavia fusi tra loro portano ad una vera condotta marziale, alla ricerca del Dō .
Oss
Davide Rizzo


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